giovedì 18 dicembre 2008

I'm Back,

I'm Sad.

lunedì 8 dicembre 2008

Great Ocean Road...

Sono a uno degli ultimi post dall'Oz, si avvicina quella che ho deciso essere la mia data di ritorno in patria, ovvero domenica prossima. Nel frattempo ho lasciato l'ostello e sono a casa di un amico, quelle case stile americano immerse nel nulla con finestre in vetro che in realtà sono vere e proprie facciate della casa, interrotte solamente da travi d'acciaio di supporto. Saranno 1000mq di casa e fa una certa sensazione starci dentro! Solo la camera del mio amico, che ha trasformato in una specie di sala per suonare col suo gruppo, sarà 40mq, da non crederci. Un biliardone, l'immancabile angolo bar, salotti (si, al plurale), iacuzzi e chi più ne ha più ne metta. Fuori piscine fra una parte della casa e l'altra, intervallate da fontane. Certo è a 1 ora di treno e qualche km di macchina dal CBD ma è veramente da paura!

Scusate per l'essermi dilungato su questo, passiamo a cose più interessanti come per esempio le ultime cose che sto vedendo. La settiamana scorsa è stato il turno dell'Albert Park, dove girano le macchine di formula1. Il tracciato è cittadino e va attorno al lago Albert da cui prende il nome, il posto è bello ma sembra tutto tranne che un tracciato di F1 perchè ora è fuso nella vita cittadina e l'unica cosa che ti fa capire di essere nel posto giusto è una tribuna fissa e l'edificio dove ci sono i box anch'esso costruito con doppia finalità, ora infatti è usato come palestra, centro per arti marziali e cose di questo genere di pubblica utilità. Peccato non essere qua a Marzo quando aprirà la stagione, anche se penso sarebbe parecchio costoso andarci.

Albert Lake, nell'Albert Park, ci gira attorno il tracciato di Formula1

Veniamo dunque a ieri. Un Japponese, un Australiano, un Brasiliano e un Italiano (indovinate chi è?), con la macchina sono andati a vedere i famosi 12 Apostoli, che sono le formazioni rocciose famosissime lungo la Great Ocean Road. Il fatto divertente è che l'Australiano non sapeva esattamente dove erano e ogni tanto ci fermavamo a chiedere quanto mancava. Ogni volta rispondevano 1 oretta (abbiamo chiesto tre volte), ma alla fine siamo arrivati e nonostante il tempo bruttino devo dire che è veramente spettacolare. Birre a volontà, chitarra e tante risate hanno accompagnato i nostri 4 eroi lungo le strade del Victoria dalla mattina alle 7.30 fino le sera verso le 10 quando siamo tornati. Circa 500km....

Twelve Apostoles, le formazioni rocciose sulla Great Ocean Road

Ora come dicevo sono prossimo al rientro, ma prima andrò sicuramente a farmi un giro sulla Eureka Tower, che era pure il mio progetto di scuola e della quale so tutto ma non ho visto il panorama da sopra e infine vi lascio dicendo che sto andando a chiedere quanto costerebbe andare sull'Uluru in bus (sono giusto quei 1170km..... solo andata, niente...)

domenica 30 novembre 2008

Il prossimo post...

...sarà sui miei piani futuri. Per ora metto alcune foto della NZ che avevo incredibilmente dimenticato. Ma come si fa a non mettere le foto del Milford Sound, il famoso fiordo neozelandese patrimonio dell'Umanità? Mi cospargo il capo di cenere!!! Il set completo di foto lo trovate a destra nello slideshow, qui ne metto solo alcune.


Foto obbligatoria.


Il passo.. foto presa a fianco al cartello "NO STOP, AVALANCHE AREA" <>


Il Milford Sound ci si è presentato così!


Il Milford visto da fuori verso l'interno.


Per finire alcune foto del Franz Josef Glacier, l'unico ghiacciaio al mondo a finire a livello del mare (quasi). Devo dire che anche se facendolo abbiamo pensato varie volte ai soldi buttati per via del gruppo lento e numeroso, devo dire che ora sono contento di averlo fatto e lo rimpiangerei se non ci fossi salito! Ecco le foto....



Quando mai ci rivado su un ghiacciaio agli antipodi?

domenica 16 novembre 2008

Domande

Arriva un attimo dove hai bisogno di fermarti a pensare, da solo.

Eri partito con delle aspettative, con dei sogni, che in parte si sono realizzati.. pensi a quello che effettivamente ti manca, a cosa potresti fare nei mesi che mancano prima del rientro, alle tue finanze... tutto sembra confuso in un vortice di pensieri nella tua testa, poi fai chiarezza. Hai lavorato due mesi e mezzo sui sei in cui sei stato qua, ora le finanze sono nuovamente basse e ti tocca ricominciare. La prospettiva è di fare 2 mesi di lavoro in città e poi, visto che mancano solo tre settimane di farm per ottenere il secondo visto, dici caspita, facciamo anche quelle! Ti fermi un attimo e capisci che stai parlando di altri 3 mesi di lavoro che farebbero un totale di quasi 6 in un viaggio di 9 mesi. C'è qualcosa che non ti torna. Ripensi agli obbiettivi veri per cui sei venuto, a cosa hai visto e a cosa ti manca da vedere. Pensi al futuro, a quando tornerai, a cosa farai una volta tornato in patria. Ti domandi se questi 3 mesi sarebbero o no tempo sprecato.

Cosa vuoi ancora veramente fare?
Chiarisci quello che vuoi. Realizzalo. Quando lo avrai fatto, il tempo sarà venuto.

giovedì 30 ottobre 2008

This is the end, my only friend, the end...

Con un'po di tristezza aggiorno il blog l'ultima volta dalla terra dei Kiwi. Abbiamo visto cose molto belle; spettacoli della natura, spiaggie immacolate e foreste inesplorate, montagne a picco sul mare e picchi di roccia in mezzo al mare, ghiacciai e strade che sembrano senza fine. Dopo circa 2200km la nostra avventura si conclude e posso tirare le somme di questi 18 giorni in questa terra che mi ha stupito, nel bene e nel male. Voglio cominciare dal positivo, dalle cose che per noi europei, e sopratutto Italiani, sono sicuramente di maggiore impatto, sto parlando della vastità del territorio, degli spazi che ci sono qui in cui non si trova assolutamente nulla. Ci sono distese immense, degli altipiani verdi fra una catena montuosa e l'altra in cui pascolano pecore di non si sa chi, senza stalle, senza un'anima, solo con un recinto a lato strada che evita pericoli agli automobilisti. Nello stesso territorio in Italia ci sarebbero un'infinità di paesini, abitazioni e edifici a ogni dove,lì invece.. il nulla. Questi animali girano in libertà, a volte totale libertà, pecore selvagge mi verrebbe da dire. E' una bella cosa, le vacche che pascolano non hanno mammelle ipersviluppate come quelle che vediamo nei nostri allevamenti, ma sono normali, penso vivano una vita migliore e siano più sane. Beh, tornando alle cose che mi son piaciute un'altra è senza dubbio l'acqua che c'è qua... eh si perchè c'è qualcosa nel terreno, nella roccia, che rende laghi i fiumi di un colore blu che ha dell'incredibile, basti vedere le foto del Pukaki Lake poco sotto, o dei fiumi. Difficilmente si vedono colori così, specialmente in rapporto alle dimensioni che hanno, il Pukaki penso sia lungo una cinquantina di km e largo dai quattro ai sei. Altra cosa di sicuro impatto è la foresta pluviale, zone come il Fiorland National park sono si un selvaggio incredibile; dopo aver fatto un tour in strade chiuse al pubblico in mezzo alle montagne che portano ai fiordi ti chiedi veramente quanto tempo abbia richiesto e quanto problematico sia stato ricavare una piccola strada sterrata lì in mezzo a quella vegetazione incredibile. La Nuova Zelanda è una terra che ha molto da offrire, ma è sfruttata nel modo sbagliato, probabilmente dalle persone sbagliate.
Sto cominciando a parlare del negativo, di quello che non mi è piaciuto, come avrete capito. Ebbene tutto lo spettacolo che la natura offre in quest'isola, tutto questo manca di una cosa fondamentale: la vità. Manca l'uomo, inteso come abitante, residente. Manca la vita selvaggia, cervi, bufali, volpi... qualcosa del genere, diamine! Tutto quello che c'è è organizzato per i turisti, tutto è ridotto a un grande parco con i percorsi prestabiliti. Quelli di voi che hanno visitato un'po le nostre montagne, sanno che per i sentieri ci sono i numeri da seguire e si può arrivare praticamente ovunque, ci sono sentieri che portano a kilometri, si intersecano, vanno su e vanno giù, passano in zone dove quasi un secolo fa si è combattuto la prima grande guerra, sono trafficati dagli stessi animali selvatici oltre all'uomo.. insomma sono autentici. Qui invece tutto ha l'aspetto artificiale, i sentieri si vede che sono scavati da poco, che sono mantenuti come un'autostrada... stessa larghezza ovunque e stessa ghiaia ovunque. Quelli che da noi sono veri luoghi dove la gente lavora e vive, i rifugi di montagna, qui invece sono delle case per i pupazzi, con gli stessi ridicoli infissi che si trovano in città, con delle porte che non sono fatte per tenere fuori il freddo, con delle stufe che non sono fatte per scaldare l'ambiente e le persone, con delle pareti che non danno quell'aria di solidità nè quella sensazione di vita. Però si pagano. Eh si, si pagano e si deve pure prenotare qualora si decida di passarci la notte, con la differenza che al mattino non c'è nessuno che vive lì e che tiene il fuoco acceso la notte. Non c'è nessuno che si alza per lavorare, per accogliere gli escursionisti più mattinieri o semplicemente per spazzare il pavimento.
La mattina ti alzi, nell'indifferenza di tutti gli altri, e indossate le tue cose e rimesso lo zaino in spalle riparti verso il prossimo rifugio, capanno o quello che è, con le pareti il lamiera e la stufa in ferro, non in mattoni refrattari. Ti consoli col fatto che, durante la notte, mentre gli altri dormivano, sei uscito e hai potuto gustarti il più bel cielo stellato di tutta la tua vita.
Ritorni in cammino e arrivi a destinazione. Non c'è alcuna diramazione del sentiero che hai preso, e non si congiunge con nessun altro. Magari c'è una panchina messa nel posto più scenico da cui puoi osservare il ghiacciaio sopra e prendere la stessa foto che hanno preso tutti quelli prima di te, o magari c'è una specie di descrizione su un cartello che ti spiega cosa hai di fronte. Tutto questo però non è quello che ti aspetti, non è quello a cui sei abituato, non ti fa gioire per gli sforzi che hai fatto in tutte le ore di camminata con lo zaino in spalla.

Per fortuna queste delusioni sono state mitigate dalle persone con cui ho viaggiato e che abbiamo incontrato, oltre che dalla natura che è bella e imponente, anche se "costretta" in una specie di zoo di grandi dimensioni.

domenica 26 ottobre 2008

NZ's thoughts

La cosa è più interessante, i paesaggi rimangono gli stessi, poi cambiano. Nuove idee e nuove persone.
In altre parole siamo partiti .. oddio dov'ero rimasto? Mi pare che l'ultimo aggiornamento fosse da Te Anau... si dovrebbe essere quello.... quindi siamo tornati a Queenstown dove in ostello abbiamo trovato una ragazza Israeliana che andava verso nord e aveva le stesse nostre intenzioni. Niente di meglio per me che parlare un po di inglese e avere compagnia femminile =) Anyway... siamo arrivati a Wanaka il giorno dopo dove abbiamo passato la giornata facendo un tranquillo pranzo nel letto di un fiume per poi passare la notte in un ostello che aveva dell'incredibile; il migliore mai visto in vita mia. Una dormita del genere cadeva proprio a fagiuolo per affrontare il giorno dopo l'escursione all'Aspiring National Park che ci ha visti impegnati in una 18km in salita con notte in rifugio (o meglio capanno) nel mezzo del nulla...

Sulla via del Rob Roy Track

Il giorno dopo siamo scesi perchè nonostante volessimo continuare il tempo non prometteva bene e noi nn eravamo equipaggiati per la neve che c'era sul tracciato. Dopo un altra notte a Wanaka eccoci a oggi, giornata che ci ha visti impegnati in una 300km sulla west coast in direzione del giacciaio Franz Josef che vedremo domani. Intanto vi incollo qualche immagine di una spiaggia selvaggia che abbiamo scoperto quasi per caso seguendo a naso una stradina sterrata di qualche kilometro. Ladies and Gentlemans, the Tasman Heaven.

Amazing, è l'unica cosa che mi viene in mente...


Qui ho rischiato di buttare la macchina fotografica, si =)


Quante persone avranno camminato qui?

lunedì 20 ottobre 2008

NZ's beauties =)

Approfittando di un wifi libero, eccomi qua, a scrivere con 11 ore di fuso orario rispetto alla madre patria dell'inizio del nostro trip nella terra dei Kiwi.
Il 16 Ottobre siamo partiti da Brisbane alla volta di Christchurch nel tardo pomeriggio, e dopo 3 ore di volo e altrettante di fuso siamo arrivati a mezzanotte a destinazione, potendo uscire dall'aereoporto solo verso le 1 di notte locali, causa snervanti controlli doganali. Ma che dico, in realtà la nostra prima notte qua è passata in aereoporto dormendo per terra sulla moquette in una zona tranquilla degli arrivi. L'indomani dopo una doccia in aereoporto (eh si, c'è) abbiamo preso il van e siamo partiti alla volta del Mt.Cook. Nel tragitto paesaggi incredibili sono scorsi davanti ai nostri occhi, come una terra sperduta, selvaggia, la NZ si mostrava a noi.

Heading to Mt. Cook


Lake Tekapo


Lake Pukaki

Continuando a guidare, nel tardo pomeriggio la nostra metà è stata raggiunta. Il Mt. Cook. Si pensava di trovare un villaggetto, in realtà erano quattro case disperse nel nulla, sembrava di essere al campo base 2 dell'Everest... Un backpacker (incredibile) e un campo caravan. Pensate che in quest'ultimo non c'era nessuna reception, sostituita da un chioschetto nel quale si lasciavano i 6$ a persona e il proprio nome in una busta. Casomai il giorno dopo qualcuno controllasse =)
Che lo crediate o no, ci siamo fatti una pasta nel van che era scosso da venti forza nove e perdipiù con le luci dei cellulari. Il campo caravan non forniva acqua calda, figuriamoci corrente elettrica! Dopo la notte alla ghiaccio dormendo vestiti sotto il piumino, l'indomani siamo partiti per una escursione fino alla base del monte, e devo dire che quando il sole è uscito, la montagna ci ha regalato paesaggi stupendi.

Sentiero verso il Mt.Cook


Eccolo l'imponente Cook, 3754mt.

Finita l'escursione siamo ripartiti alla volta di Queenstown, dopo 270 e rotti kilometri eccoci a destinazione. Dormimo in un backpacker giusto per riprenderci dall nottata precente, e dopo un piccolo giro del paese partiamo alla volta di Te Anau, dove ci aspettano varie cose da vedere a cominciare dai famosi fiorsi, il Doubtful e il Milford.
Centosettantasette kilometri dopo eccoci a Te Anau, paesino piccolissimo in riva all'omonimo lago, la sera ci vede al "Ranch" a mangiare maiale in agrodolce con patate al forno, con a corredo un bicchiere di vino rosso. Ci mettiamo a dormire avendo prenotato la visita alla centrale idroelettrica sul lago Manapouri, da cui prende il nome. Eccoci arrivati ad oggi, mattina impegnata a sistemare il van e raggiungere il lago di cui sopra, e pomeriggio quasi interamente impegnato nella visita alla centrale, incredibilmente maestosa. Ti senti veramente piccolo lì dentro alla montagna con tutta quell'acqua che scorre.

Col battello, 30km per arrivare alla centrale.

Le 7 turbine, 800MW di potenza totale.


Notte pioggia, mattina sole, pomeriggio pioggia e di nuovo sole. Il clima in NZ.